La Bella e la Bestia
Perché La Bella e la Bestia? Perché la storia di un amore impossibile, di una ragazza semplice e virtuosa e di un principe vittima di un maleficio che ha reso i suoi lineamenti mostruosi?
Crediamo che la risposta sia contenuta nelle domande stesse: perché La Bella e la Bestia è una favola sulla tolleranza, sulla fallacità delle apparenze. Contiene in sé tutti gli elementi tipici delle favole: il maleficio, la diffidenza verso il diverso che si risolve in amore (si badi bene: prima che il diverso non sia più tale), l’invidia (quella delle sorelle frivole, come in Cenerentola).
Non manca neppure il tema del viaggio catartico, quello iniziale del padre che, smarritosi nel bosco e incappato nel castello della Bestia, alla fine ne esce più savio e più consapevole dei suoi affetti (come in Cappuccetto Rosso).
La favola che proponiamo è quindi una sorta di summa del genere favolistico, ne contiene tutte le particolarità in un insieme ben strutturato che sa commuovere e divertire allo stesso tempo. Ultimo motivo che ci ha portati a fare questa scelta è che nessuno di noi si era mai cimentato prima con questa storia.
Un misto di sfida e curiosità, perché per crescere siamo cresciuti anche senza conoscere La Bella e la Bestia, ma chissà: se l’avessimo conosciuta, forse, saremmo cresciuti meglio.
